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Archive for luglio 2010

Scrivo, non scrivo, scrivo..

Sono bastate 11 ore a Dhaka per farmi sentire la necessità di raccontare queste prime emozioni e sensazioni di un posto completamente nuovo, per così dire..

Andiamo con ordine. Atterro a Dhaka in prima mattinata, dopo il volo Emirates che condivido con qualche americano e molti locals: mi sentivo un attimo fuori luogo, gli unici bengalesi che avevo visto prima d’ora erano i rosai  in Colonne a Milano. Preso possesso dei bagagli, vedo che il funzionario dell’hotel mi aspetta con il cartellino con il mio nome e, tirando un sospiro di sollievo, penso di avercela finalmente fatta. Infatti, secondo i piani avrei dovuto raggiungere l’Hotel sul suo minivan in una mezz’oretta. Chiaramente tutto troppo bello per essere vero e, usciti dall’aeroporto, mi comunica che la sua “car”, “broken” e che avremmo dovuto prendere un taxi. Perfetto!
Si affiancano i primi autorickshaw (api car con una gabbietta come porta passeggeri) e prego vivamente perchè non mi faccia salire su uno di quei cosi; fortunatamente arriva anche qualche taxi, macchine smussate un pò ai lati, con sportelli rientranti. Salgo dietro, mi giro per allacciarmi la cintura ( avevo infatti una strana sensazione), ma nada..mi tranquillizzo relativamente quando neanche il taxista ha la cintura e non mi sembra affatto spaventato, nonostante i “cucci” sulla macchina suggeriscano l’esatto contrario…

“Bangladesh big problem traffic jam”: così dice il ragazzo dell’albergo. Questo non sembra spaventare il taxista che slalomeggia fra rickshaw, ragazzi che vendono popcorn e giornali nel bel mezzo della circonvallazione, sorpassa a destra, sinistra, assolutamente senza alcuna regola, con il palmo ben premuto contro il clacson per segnalare la sua presenza. La strada è l’emblema del darwinismo più esasperato, vince chi ha l’auto più grossa e chi suona più forte e non importa se ti arriva un autobus con ragazzi seduti sul tettuccio in contromano…è tutta questione di riflessi. Il tragitto di 15 km dura la bellezza di 2 ore a causa di traffico e di una manifestazione, (http://www.bbc.co.uk/news/world-south-asia-10813750) sulla quale avrò modo di ritornare…
Piano piano mi rendo conto di allontanarmi dal centro della città, passiamo dalla zona universitaria e poi svoltiamo a destra su una strada trafficatissima, neanche il tempo di pensare “Che quartiere di merda”, che il taxista si ferma e mi viene fatto capire che siamo arrivati: “Grameen there, Hotel here!”. Ottimo!

Salgo in camera e riordino un pò le idee. Per 17$ a notte, la Blossom Room è mia, sembra una vera cosa da papponi, ma in realtà è una cameretta con collegamento internet e AC che raggiungerebbe la sufficienza non fosse per le lenzuola…ma fa caldo, l’umidità è al 90% e delle lenzuola non ne ho poi così bisogno…

Ora si prova a dormire e a recuperare il jet lag, clacson e muezzin permettendo…

Stay Tuned

G.

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