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Archive for dicembre 2008

Chicago – Il limbo

Capolinea gente, direbbe Federico Buffa. E’ finita – it’s over!

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Venerdì è stata l’ultima serata a Chapel Hill, un miscuglio di emozioni, risate, pianti e altre sensazioni difficili da spiegare. Ora sono a Chicago, aspettando di imbarcarmi domani, alla volta dell’Italia dove dovrei arrivare mercoledì mattina.

Al momento di imbarcarmi per Chicago, le mie motivazioni erano pari a zero. Tanta voglia di rimanere a Chapel Hill, quanta quella di ritornare a Casa. Mi chiedevo perchè dovessi prolungare l’agonia in questo limbo spazio temporale, che pensavo mi torturasse, già non ce ne fosse bisogno. Invece, ormai al termine di questa 3 giorni in Illinois, con l’Ipod come mio unico compagno di viaggio, mi rendo conto che le riflessioni di questi giorni sono state utili. Mi stanno facendo metabolizzare quello che è stato e mi preparano a ritornare nel “vecchio” mondo. Non rimpiango quindi questi 3 giorni e anzi sono ancora più carico per tornare a Casa.

Capisci che Chicago è la Windy City non appena esci dalla metropolitana e senti una brezza antipatica che ti sbruffa in faccia quel misto di pioggia/neve. 
Capisci che Chicago è la Windy City, quando a mezzogiorno il termometro segna 10 gradi…Fahreneit, che tradotti nei nostri celsius, corrispondono a – 11!! 
Capisci che Chicago è la Windy City, quando devi tornare in ostello e rispolverare le calze rosso shocking, che tanto successo hanno riscosso ad Halloween, e che avevo in valigia solo come souvenir!

Chicago non è NY e te ne accorgi quando percorrendo Magnificent Mile, la 5th ave. di Chicago, l’atmosfera natalizia che si respira è simile a quella che c’era a NY un mese fa. Ma Chicago non è la brutta copia di NY, e per quanto fredda, riesce a riscaldarti con un bel blues o con una passeggiata nel quartiere del NorthSide.

Chicago e New York sono bellissime, ma l’emozioni, le serate, le sensazioni provate a Chapel Hill, sono state uniche, e nessuna città negli USA, riuscirà mai a darmi. Perchè dopo questi quattro mesi a Chapel Hill il colore del mio sangue ha assunto tinte blu, “Carolina Blue”.

 

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Take Care

G.

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I read somewhere… how important it is in life not necessarily to be strong… but to feel strong.

To measure yourself at least once…to find yourself at least once in the most ancient of human conditions…That’s the way it is here.

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Doveva arrivare anche questo momento. Lo sapevo che sarebbe arrivato e cerco di affrontarlo nel modo più positivo possibile.

Prima della vacanza a New York, si facevano discorsi del tipo…”mancano due settimane”, ” ultimi 3 week end a Chapel Hill” ecc., però forse nessuno ci faceva effettivamente caso che stesse tutto per finire. Ora siamo davvero agli sgoccioli! La settimana prossima a quest’ora sarò a Chicago e, volente o nolente, questo è davvero l’ultimo sabato sera a Chapel Hill. Fortunatamente gli esami rimasti sono solo 2 ( 1 dopo quello dato stamattina) e quindi la sera si riesce ad uscire lo stesso, senza esagerare…per godermi “l’ultima settimana a Chapel Hill”. 

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Dicevamo, l’atmosfera che si è creata con gli altri exchange in questi quattro mesi è fantastica. E’ stato un crescendo: passo dopo passo. Ci siamo prima studiati, abbiamo condiviso le prime paure e le prime gioie, ci aperti sempre di più: un’atmosfera che a parole non è facile descrivere, perchè solo chi vive un’esperienza simile può capire a cosa mi riferisco. Il clima che si respira è sempre gioviale e di festa, tutti sorridono e la voglia di stare insieme e di condividere questa bellissima esperienza è percepibile a vista d’occhio; anche quando sei stanco, la voglia di prendere una birra e di scambiare quattro chiacchiere ti da l’energia per allacciarti le scarpe e andare in Franklin St.. Proprio come ieri sera, quando proprio prima dell’esame, per rilassarmi ho scelto una cena e una birra al Jack Sprat con gli altri ragazzi, piuttosto che chiudermi in stanza. 

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Tuttavia, penso di affrontare questo inevitabile distacco con la mentalità giusta, con la consapevolezza e il rammarico che quest’esperienza sarebbe dovuta finire, , ma contento che quella atmosfera rimarrà per sempre dentro di me. Nonostante tutto però, lasciare per sempre(?) persone con le quali hai condiviso tutto questo mette un pò di magone. Ed è fondamentalmente per questo che odio questi arrivederci/addii, queste “ultime volte”. 

Dopo tutto però devo ammettere che alla fine la voglia di Casa c’è!..e non è poca! A quello, però, ci penserò fra 11 giorni quando arriverò a Bologna e tutto riprenderà come prima, spero. Ma questa è sempre, “l’ultima settimana” a Chapel Hill ed è il caso di godersela fino in fondo.

Take Care

G.

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New York, New York

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E anche il Thanksgiving break è andato. E come meta non potevamo scegliere nulla di meglio che la Grande Mela.

La città ti lascia di stucco già prima di arrivare, quando vedi grattacieli così alti che ti sembra di toccarli. Devi passeggiare per Soho e per il Village per renderti conto perchè NY è così amata. New York ha quello che cerchi, New York ha più di quello che cerchi. New York è nelle luci di Times Square e nel giallo dei suoi Taxi, negli odori tanto della metropolitana quanto dei baracchini che vendono hot dog.

A New York, ti rendi conto di essere piccolissimo quando guardi così in alto per capire se dietro i grattacieli si nasconde il sole; ma allo stesso tempo ti senti parte di essa quando senti i rumori di una città che non dorme mai, quando sei fianco a fianco con americani di ogni estrazione sociale alle 4.30 della notte per i saldi del Black Friday. Quando ti allontani da Manhattan passeggiando sul ponte di Brooklyin oppure quando sali fino all’ottantaseiesimo piano dell’Empire State Building non può che mancarti il fiato e rimanere attonito per lo splendore di quello che i tuoi occhi si stanno godendo. 

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New York è molto altro: è la 5th Avenue, è il MoMA, è il Madison Square Garden. E’ soprattuto Broadway! New York è Ground Zero e Central Park, Wall Street e la Statua della Libertà. New York è quella che vedi nei film: è il Rockfeller Center con la pista di pattinaggio e il grandissimo albero di Natale. 

New York ha ancora molto da darmi. Purtroppo non nell’immediato. 

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Stay Tuned 

G.

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