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Archive for settembre 2008

P for Paintball

Per la serie “Mamma guarda quanto studio in scambio…” oggi era il giorno del Paintball, non curante del test che mi aspetta mercoledì.

Il tutto è iniziato ad agosto alla presentazione dei vari gruppi e team sportivi alla quale mi ero iscritto un pò alla rinfusa: dalla vela al triatlon, fino al paintball, appunto. Per chi non lo sapesse, il tutto consiste nello spararsi munizioni di vernice e “uccidere” la squadra avversaria, nascondendosi fra cespugli o ripari artificiali appositamente costruiti.

Oggi era quindi il fatidico giorno. Ancora assonnati, con Gio e Ste, si va al meeting al quale dovevamo essere puntualissimi neanche si dovesse prendere l’aereo. Sfatando quindi lo stereotipo del lavativo italiano sempre in ritardo, alle 11.58 ci presentiamo al parcheggio dove era fissato l’incontro, guardandoci intorno per cercare un gruppo nutrito di ragazzi. Alle 12.00 incominciano a venire i primi dubbi se effettivamente fosse quello il luogo del ritrovo…sì, non c’eravamo sbagliati eravamo in 6, vuoi per la concomitanza del match di football, vuoi per il tempo incerto, eravamo in 6.
Già mi immaginavo una giornata sprecata e un’occasione persa per rimanere a poltrire, inoltre è inutile dire che questi altri 3 non erano certo dei novellini come noi, ma 3 infoiati assurdi!

Arrivati al campo di battaglia, questi 3 si schierano con il proprio fucile e attrezzatura varia: dai guanti alla tuta mimetica integrale e bandana in testa…avevamo di fronte RAMBO in persona.
Noleggiata l’attrezzatura (maschera protettiva, fucile e 500 pallini), alla modica cifra di 35$, anche noi siamo pronti per scendere in campo, ma, in confronto, sembriamo 3 vietcong impauriti pronti per essere impallinati a dovere.
Alla prima manche, non faccio in tempo a sparare 3 colpi che, di rimbalzo, il primo pallino mi entra dentro la maschera sverniciandomi il viso…non c’era modo migliore per svegliarsi, eh??

Partita dopo partita si inizia a prendere la mano, avendo finalmente la soddisfazione di colpire qualcuno. Una volta capito che la tattica, è quella di rimanere indietro e “coprire” i propri compagni, sono a cavallo: infatti in questo modo, si sprecheranno certo più munizioni, ma almeno si evita di prendere delle sifonate nell’interno coscia che non vi raccomando. Per affinare la mira e andare all’avanscoperta c’è ancora tempo…

Take Care

G. 

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US Habits – part II

Sabato scorso era il grande giorno. Sì, c’era la PARTITA. UNC vs VIRGINIA TECH.

Già da venerdì si respirava nell’aria qualcosa di diverso…Chapel Hill si stava riempiendo, per accogliere una miriade di persone, per una partita di football tutto sommato di livello mediocre. 
Bene, penso, saranno superorganizzati e quindi fanno le cose per tempo, ci sta. Il sabato ho realmente capito il perchè di tutto quel caos già dal giorno prima. Una mandria di genitori che, con la scusa di venir a trovare i loro pargoli, pascolavano per le strade del Campus. Il calcio d’inizio è alle 3.30, ma come già vi raccontavo, qua le cose si fanno fatte per bene, quindi si inizia a fare festa alle 9 di mattina!!! Si inizia con la colazione fino ad arrivare al barbecue all’ora di pranzo…I fortunati che sono riusciti a trovare il parcheggio escono dai loro enormi SUV con barbecue elettrico e iniziano a cuocere hot dog e a sfamare amici e parenti…tifosi di entrambe le squadre che si preparano a festeggiare…l’inizio della partita.

Verso le 2 (1 ora e mezza prima) un fiume di magliette azzurre, padri madri nonni e ragazzi, riempiono le strade del Campus dirigendosi verso lo stadio. Entrato allo stadio, l’americano medio, non sta con le mani in mano, inizia a girovagare per lo stadio con la sua Pepsi e i suoi popcorn rigorosamente in dimensioni Jumbo. Sgranocchiando popcorn, si arriva alla presentazione dei giocatori e a tutto il contorno, fatto di inno nazionale, cheerleaders, mascotte, banda e chi più ne ha più ne metta, che anche nel college football non possono mancare. 
La partita è di una noiosità pazzesca, anche una volta comprese le regole, e per tenere sedute quelle grosse chiappone…la banda incita il pubblico, le cheerleader invitano a battere le mani e la mascotte grida: ” U-N-C. GO-HEELS-GO”…il tutto per tre ore ininterrotte…e alla fine capite bene che con tutto questo “ambaradan”, il risultato finale sia l’ultima delle preoccupazioni. 
Alla fine lo score recita UNC 17 – VA TECH 20..ma poco importa…ognuno ritorna al proprio SUV, tira fuori il proprio barbecue e cuoce gli ultimi hot dog, prima di ritornare a casa.

Questa è l’America e il suo modo di vivere lo sport, non per forza migliore. Sicuramente diverso.

Stay Tuned

G.


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American Outlook

Quando lo scorso marzo decisi di mettere solo scelte americane nell’application per lo scambio, i motivi erano sostanzialmente 2: vivere la campus life e approfittare dell’ €uro forte! Mai mi sarei immaginato di vivere, seppur indirettente, così tante cose: non sto di certo parlando di quello che succede nel tranquillissimo campus, ma negli USA più in generale: dall’avvento di Obama al “subprime jam” di qualche giorno fa…

Andiamo con ordine.

Le elezioni del 4 novembre si prospettano incerte, ma la sensazione nell’aria è che gli USA possano avere il primo presidente nero della loro storia. Le magliette che molti ragazzi vestono passeggiando per il campus ne sono la testimonianza; così come a Washington, in quei pochi giorni che sono stato, mi è sembrato di capire che molti si riconoscano nel motto “YES, WE CAN”, vedendo in Obama, l’uomo nuovo che porterebbe agli USA una ventata di freschezza e di novità di cui molti sentono effettivamente il bisogno. Tuttavia è anche giusto sottolineare, come fanno in molti, che le elezioni non si vincono ne nella East ne nella West Coast, ma in quegli stati di mezzo, con tutti quei nomi strani, talvolta impronunciabili (Idaho, Iowa, Wyoming, Nebraska…) che alla fine faranno la differenza. Proprio per questo McCain sembra che stia “sfruttando” il recente crack finanziario, che sta mandando in tilt tutto il sistema finanziario americano, per fare breccia nei cuori di coloro che non vogliono vedere bruciati i loro risparmi dai banchieri arroganti, in doppio petto di Wall Street. Banchieri, che non sembrano avere scrupoli di alcun tipo,  alla ricerca di strumenti finanziari innovativi che permettano guadagni a 9 zeri.

Insomma, nessuno si guarda indietro, ignorando gli sbagli del passato. Questa è l’America.

E la domanda sulla bocca di tutti è “Who’s Next??”.

 

Take Care

G.

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Prima o poi il post sul basket doveva arrivare…quindi eccomi qua a raccontarvi questo primo mese sui parquet americani…e che parquet!!

Cosa mi ha spinto a postare questo intervento?! L’altro giorno un ragazzo mentre stavo tirando viene da me e mi fa: “Hey you’re the one that, like two weeks ago, kept stealing me balls?!”.. io, che mi ricordavo benissimo, gli rispondo: “sure man”…e lui:” so, do you wanna play some ball?! you’re on my team”…

Ora, il punto è che questa scena è stata del tutto casuale e probabilmente sarà l’unica fino a dicembre. Infatti è la prima volta che qualcuno mi chiedeva di giocare! Se vuoi giocare con quelli buoni, o con quelli neri, perchè qua è la stessa cosa, o ti presenti con la squadra già fatta oppure aspetti, una, due, tre partite prima di giocare…e non c’è verso che ti piglino in squadra con loro. Specialmente se ti presenti da solo va a finire sempre così, e la volta che riesci a trovarne altri 4 per giocare…beh allora per “loro”, quelli bravi, sarà troppo tardi.

Il basket è stato inventato qua e le regole le fanno loro. punto. Ti devi presentare con una squadra da 5 per battere i vincitori, e se non ce l’hai o aspetti qualcuno che ti chiami, piuttosto difficile se non conosci nessuno, oppure raccogli gli altri 4 sfigati, che come te, la squadra non ce l’hanno e ti presenti in campo…”loro” ti guarderanno dall’alto al basso, come per dire…“Are you sure?”…e rigorosamente ti asfaltano…a questo punto a te, povero exchange, ti si aprono due strade: aspettare un’altra mezz’ora per una rivincita, alle stesse condizioni, oppure andare in palestra a fare un po’ di addominali..

Questo è il campo dove si gioca sul serio, dove chi gioca ha rigorosamente la seguente tenuta: tubolare che calza una ciabatta nike,(chiaramente prima di presentarsi in campo), bermuda appena sotto al ginocchio, mutandone bianco in vista, canotta attillata per mostrare pettorale o bicipite, sotto una T shirt di almeno 3 taglie superiore…il cappellino con visiera stesa è un’aggiunta che di certo non guasta. Saltano e schiacciano a 2 mani da fermo, ma alla fine la palla è sempre tonda…e se fai una finta, questi saltano come canguri…Il problema, quindi, non è giocare contro di loro, basta solo averne l’opportunità…

Come prima cosa avevo pensato che la T – shirt, taglia XXL potesse consentirmi la svolta, ma viste le mie prime lavatrici, dove le magliette mi si restringono di quei 2-3 cm ad ogni lavaggio, forse è meglio continuare a presentarsi ad orari sgaffi per aver la possibilità di dare qualche tiro…

Stay Tuned

G.

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UNC so far..

Okay, si diverte, va alle feste, il metodo di studio è diverso, il campus è una figata…ma in concreto cosa sta facendo?!Beh provo a raccontarvelo!

La settimana inizia il lunedì mattina in scioltezza visto che l’unica lezione è Strategia ed è alle 12.30; si procede quindi con una colazione tranquilla, i soliti cookies OREO, una specie di Ringo per intenderci ,e ci si incammina verso la business school, che dista una decina di minuti da casa. Le lezioni durano 1 ora e 15 e quindi verso le 2 scendo alla mensa e mi piglio una bella insalata, se la fame dovesse dilaniarmi si può sempre ripiegare su un hamburger o su un burrito! Quattro chiacchiere in giro e poi mi fermo solitamente un paio d’ore per sbrigare gli homework quotidiani. Verso sera tappa d’obbligo la palestra, una partitina a basket e via andare. La sera passa in tranquillità per due motivi: da un lato è pur sempre lunedì, dall’altro la mattina dopo la sveglia suona alle 7.

La prima lezione della mattina successiva è infatti Investments, frequentata dalla maggior parte di ogni italiani e quindi ci si ritrova alle 7.40 nella hall del Morrison per fare il tragitto insieme, anche se in rigoroso silenzio data l’ora. Come ogni martedì che si rispetti all’appello manca Ste, che ci raggiunge alle 8 spaccate in aula. La lezione prosegue nel torpore generale. L’unica eccezione è Silvia, che tempesta il prof di domande: prassi vuole che il prof latiti un attimo, interviene quindi Kevin, genio della finanza, che risolve tutti i dubbi di Silvia. Subito dopo la lezione di Investments, ho Operation Management, materia abbastanza tecnica, ma non difficile, che passa mediamente veloce. Terminata lezione scendo in mensa, raggiungo Ste, che lezione ce l’ha più tardi, e si cerca di studiare qualcosa; la quiete permane più o meno fino alle 12 quando ci raggiungono Al e Gio e si incomincia a fare salotto. Alle 13 rigorosa insalatina prima della lezione di Business Plan delle 14. Il prof Roberts è una macchietta, è il sosia di Joe Pesci e parla veramente un newyorchese strettissimo, arriva in classe mediamente un quarto d’ora prima per fare due gag con il malcapitato del giorno, che spesso è un Exchange Student. Alle 3.15 è finita anche questa lezione e quindi o si torna a casa (raramente) oppure si rimane in mensa a fare uno degli assignment a caso che ci sono stati assegnati! Anche la sera dopo una giornata abbastanza pesante, bisogna assolutamente scaricare le energie e quindi ci si allaccia le scarpe e si va a fare due tiri in palestra. Martedì è serata di uscite e quindi non si disdegna un drink o più spesso una festa in confraternita.

Mercoledì e giovedì sono la copia dei giorni precedenti, mi sembra quindi superfluo ripetere lezioni ed orari, con l’unica eccezione che il giovedì finita lezione incomincia il week end. Sì, inizia giovedì pomeriggio e questo è una gran bazza! Ora, per voi curiosi, mi piacerebbe imbrigliare in uno schema anche questi giorni ma è pressoché impossibile. L’unica cosa che vi posso dire, come la direbbe Megan Gale: “ E’ tutto intorno a…Franklin Street”. Si non puoi sbagliare basta che fai un giro e incontri sicuramente un tuo compagno di classe, un Exchange o qualcun altro che sa sicuramente qual è il party cool della serata…serata che finisce però alle 2 quando qualsiasi locale accende le luci, spegne la musica e con essa il desiderio di ognuno di noi, che vorrebbe restare un po’ di più…

Take care!

G.

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Hannaaaaaa

Un giorno ai miei bambini potrò raccontare…sono stato nel bel mezzo di una tempesta tropicale. Di sicuro non un tornado che spazza via tutto quello che trova sulla sua strada, ma Hanna è pur sempre una tempesta che ha riscosso l’attenzione dei media e che quindi non va presa sotto gamba. La nostra cara amica è arrivata anche in North Carolina: sì ieri si è presentata verso le 19 in modo anche abbastanza gentile, una lieve pioggerellina fastidiosa nulla più. Dopo una breve pausa, dalle 21 alle 23, è ritornata pomposa e tornare a casa dopo l’ennesima serata in uno dei locali di Franklin St. era un vero e proprio problema!

Provvidenziale è stato il P2P (letteralmente Point to Point, ovvero un autobus notturno che ti fa girare il campus – da punto a punto-, ma che è rinominato dai più Party to Party, in virtù dell’atmosfera goliardica e festosa che si respira quando si sale). Fortunatamente si arriva al Morrison comunque “ bagnè anghè” (bagnato fradicio, per i non romagnoli). Due chiacchiere con Sergio, il mio room mate, e con Cameron, il ragazzo che vive accanto a me, e poi tutti in branda aspettando che la tempesta faccia il suo dovere durante la notte per poi risvegliarsi la mattina in tutta calma. Tornati a casa alle 3 potete capire che non ci si aspetta di svegliarsi presto presto…beh sbagliato!! Alle 8.30 serpeggia nell’aria un rumore copioso e irritante, di certo non è la pioggia che batte contro i vetri della finestra, ma è l’allarme antincendio! Fuori diluvia ancora, il sonno è tanto, così come il rumore di quest’allarme: non si può proprio rimanere a letto, così armato di k-way si scende nella hall e si evacua il dorm: raggiungere l’edificio accanto pare una prova di giochi senza frontiere dal titolo “camminare, addormentato, con l’acqua alle ginocchia”. Ci si ritrova quindi con gli altri abitanti del dorm in quest’edificio, il sonno è ancora tanto, e non ci si chiede se questo maledettissimo Fire Alarm sia frutto di uno scherzo o di una esercitazione. Dopo una ventina di minuti si ritorna in stanza, rigorosamente “bagnè anghè”…

G.

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Dear Students, Faculty and Staff:

While forecasters are predicting now that Tropical Storm Hanna’s impact in our area may be limited to rain and wind tomorrow night or early Saturday, the University is taking precautions to keep the campus community safe. Please take the potential for threatening weather seriously. Pay attention to changing conditions that could affect your safety.
The University is closely tracking reports from emergency management agencies about Tropical Storm Hanna, as well as Hurricane Ike and Tropical Storm Josephine.
Hurricane watches have been issued today for the North Carolina coastline.
For now, we ask that students pay close attention to possible dangerous conditions outside on Friday night. Of particular concern is the potential for falling trees or limbs to harm people outside during rain and wind. Use good judgment.

BLA BLA BLA BLA BLA BLA

 

Gita a Myrtle Beach saltata! Damn!

G.

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