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Archive for agosto 2008

 

Vi starete chiedendo il perché di questa data? Beh questo è il mio compleanno americano! In effetti per qualche strano segno del destino è da un paio di sere che mi chiedono il documento di identità , per controllare appunto che io sia ventunenne, e possa entrare quindi nei locali.  E io con faccia tosta gli schiaffo il mio tesserino: “Born in Lugo, 01/10/87”… e siccome si sa, l’IQ del buttafuori medio non supera mai una certa soglia, mi fanno entrare senza troppi problemi. Infatti qua si è abituati a mettere prima il mese e poi il giorno, quindi il gioco è fatto! Ecco spiegato quindi il mio assenteismo dal blog e per questo mi scuso con i miei moltissimi afficionados!

Quando si hanno certe bazze non si può rinunciare ad una birra a 25 cents o ad una serata a Top Of the Hill, per ora l’unico locale all’altezza di uno italiano. L’altra sera appunto è stata organizzato questo party dall’IBC (International Business Club), organizzazione che ha l’obiettivo di facilitare e favorire l’ambientamento di noi Exchange. E vi dirò di più, la serata è stata molto piacevole, si è parlato un pò con tutti, cercando di creare quel social network che sarà estremamente importante per la nostra permanenza a Chapel Hill.

Fra le altre cose ho pure iniziato lezioni e mi sono trovato di fronte a metodi completamente diversi da quelli italiani. Qua la lezione si prepara prima di andare in classe, infatti parte della valutazione (circa 20%) è data dalla partecipazione in classe e quindi è meglio per te se in classe ci vai preparato. Il carico di lavoro sembra per questo superiore a quello a cui sono/siamo abituati; sembra di essere tornati indietro, ai giorni del liceo. Nonostante sia il tutto quindi abbastanza impegnativo, si cerca sempre di trovare il lato positivo della medaglia: infatti studiando, o comunque preparandosi costantemente si arriva all’esame molto più pronti e si evitano le studiataccie last-minute! Mi sembra comunque ancora presto per pronunciarmi sull’effettivo carico e quindi rimando discussioni più approfondite ad un futuro prossimo!

Da segnalare nel frattempo l’arrivo di Simo, mio compagno a Milano, a Chapel Hill. Nel suo girovagare per gli US, dalla West alla East Cost, sia riuscito a ritagliarsi uno spazio per venirmi a trovare prima del suo scambio nel Maryland!

G.

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Molti di voi potrebbero non sapere esattamente cosa è una confraternita, per questo penso sia prima necessario una breve introduzione, perciò mi affido a wikipedia, che sentenzia:

Fraternity” and “Sorority” (from the Latin words frater and soror, meaning “brother” and “sister” respectively) are social organizations for undergraduate students at North American colleges and universities. Typically, fraternities are initiatory organizations, membership is considered active during the undergraduate years only, and the fraternity may be organized to provide academic mutual assistance, residential and dining facilities, and a comprehensive social calendar. Unique among most campus organizations, members of social fraternities and sororities often live together in a large house or distinct part of the university dormitories. This can help emphasize the “bonds of brotherhood (or sisterhood)” and provide a place of meeting for the members of the organization as well as alumni.

Detto questo posso iniziare il racconto.

Il mio approccio con le frats non è stato dei migliori, in quanto venerdì sera, in attesa che il campus prendesse vita, si decide di andare con Tommy a vedere cosa in realtà sono queste confraternite! Assoldiamo quindi altre due ragazze Exchange e ci dirigiamo verso la Lambda Sigma Gamma. Un po’ intimoriti verso questo nuovo mondo ci appropinquiamo all’entrata quando veniamo trattati a pesci in faccia da alcuni affiliati. L’iniziazione a questo mondo fantastico, visto e ammirato nei migliori film made in USA, sarà posticipato solamente di 24 ore. Il team della giornata seguente è molto più numeroso e annovera al suo interno più ragazze. Tuttavia la chiave di volta del nostro ingresso a questi fantasmagorici parties è Jen: ragazza americana nota bene o male un po’ a tutto il campus che in ogni istante si ferma a parlare con qualcuno( stile Sangio in riva al Peter Pan). Questa Jen aveva i contatti giusti (…e ci vuole poco ad immaginare come se li sia fatti) e quindi abbiamo avuto la possibilità di accedere al paese dei balocchi, e…beh niente di che! Ci aspettavamo alchool a fiumi e invece solo birra e succhi misteriosi, ci immaginavamo teenagers scatenati che tentano di evadere le regole e invece nulla di tutto questo.

 

E’ davvero tutto qui il bengodi che si vede nei telefilm? Non ci resta che provare di nuovo per scoprire cosa si cela dietro quelle tre letterine magiche!

G.

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US Habits

 

 

Due sono le cose che balzano all’occhio appena atterri negli States: la prima è l’aria condizionata, la seconda sono le dimensioni.

Dell’aria condizionata te ne accorgi ovunque, e se magari all’aeroporto è normale( si sa, in tutti gli aeroporti è mediamente freddo) all’interno della mia camera del campus mi sembra un tantino esagerato. Proprio ora che sto scrivendo, non posso non sentire il rumore della ventola alla mia sinistra che continua imperterrita ad andare. Voi direte: “Coglione, spegnila!!”; risposta: IMPOSSIBILE!! Infatti non si può spegnere l’aria condizionata all’interno della mia stanza, però almeno si può regolare!!!!!!!! La prima notte nel dorm è quindi stata un incubo: già non avevo il cuscino in più avevo “regolato” la malefica manopolina dell’aria condizionata sul “MENO”. MENO che io intendevo come meno freddo, mentre per sti stronzi è meno temperatura: risultato nottata del 13 agosto sotto le coperte con una felpa. Tutto speranzoso la sera successiva ho regolato la manopola su “PIU’”, ma vi garantisco che la differenza è stata minima! Damn!

 

Altra cosa che non può sfuggire all’occhio più vigile sono appunto le dimensioni. Everything. Dalle macchine ai vestiti, dalle strade ai panini, qua tutto viene fatto IN GRANDE. Specialmente per quanto riguarda il cibo la cosa è impressionante, quindi le alternative sono 2: o torno 150 kg oppure non mangerò nulla e dirò addio alla mia pancetta da bevitore, notata dai più attenti durante questo scorcio d’estate! Tornando a noi, i panini sono enormi, strafarciti e straconditi con qualsiasi cosa possibile immaginabile, questo si traduce naturalmente in una popolazione mediamente obesa che veste tripleXL. Altra cosa da notare è il refill (rabbocco), cosa culturalmente inconcepibile in Italia. Infatti in qualunque posto tu vada il refill è gratis. Bene, cosa succederebbe in Italia se 4 amici vanno a mangiare?! Prende da bere solo uno e gli altri bevono coi successivi refills. Beh qui è diverso, infatti il refill è sintomo di pigrizia, tanto che ti viene portato in tavola un altro bicchiere di ciò che stavi bevendo, così eviti di alzarti e di bruciare preziose calorie per il tuo metabolismo. Questo è quello che mi è capitato ieri a pranzo, dopo aver ordinato una Coke, me ne hanno portato un’altra sempre di dimensioni jumbo, stracolma di ghiaccio!!

 

Dopo questo scorcio di cultura americana, non mi resta che salutarvi, dandovi appuntamento alla prossima puntata dove vi racconterò i miei primi approcci con le confraternite e con l’ “American Experience”!

 

Stay Tuned

 

 

 

 

 

G.

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The trip begins..

 

 

Ooook, si comincia amici.

 

Ci si trova con Giovanni, ragazzo di Forlì, che farà il volo con me fino a Chapel Hill, a Bologna. Il check in è interminabile e morale della favola, lui rimane giù dal volo: FULL. Mi raggiungerà a Chapel Hill( da ora CH) domani, via NY. Così mi aspetta la giornata senza compagno di viaggio per questo inizio d’esperienza: e se fino a Frankfurt, la cosa non mi spaventa, magari sarebbe stato utile, piacevole e di conforto avere un compagno per la traversata atlantica e per tutte le burocrazie di ingresso negli US. Il volo di 8 ore Frankfurt- Philadelphia sembra non finire mai fino alla proiezione di KungFu Panda. Manco a dirlo sono seduto centralmente e non mi alzo fino a circa metà del viaggio anche a causa del colosso bulgaro che siede nel posto “corridoio”. Atterrato a Philly, mi dirigo alla dogana: dopo alcuni minuti di fila mi accorgo di un’altra ragazza italiana che farà anche lei l’exchange a CH. Si incomincia a fare due chiacchiere e scopro che pure lei ha avuto problemi, il suo aereo da Venezia era in ritardo e quindi si è fatta il viaggio in business class e proseguirà con me fino a CH. Sbrigate tutte le formalità burocratiche (più facilmente del previsto) ce la prendiamo comoda e aspettiamo l’imbarco per Raleigh, dove passeremo la notte, a casa della “buddy” di Anna. L’ultimo viaggio è cortissimo e riesco quasi a dormire, poggiando la testa su un interstizio fra il sedile e il finestrino. Arrivati a Raleigh, arriva Jayme a prenderci e staremo da lei a dormire in un appartamento OFF-Campus; ci ha infatti spiegato che rookies e sophomore stanno in college, mentre junior e senior solitamente preferiscono l’accomodation fuori dai dorms. Poco male. Si fanno 2 chiacchiere con lei, guardando l’accesissima sfida di ginnastica ritmica fra Cina e USA fino a mezzanotte(6 ore italiane).

La mattina seguente mi ha portato a fare il check -in al Morrison, il mio dorm…ma questa è un’altra storia!

 

Stay Tuned

 

G.

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